FUORI DAL MONDO
di
Federico Parra
Piccola sorella,
piccola stella non preoccuparti
per le cose che accadranno.
L’amore invano,
l’amore lontano,
le creature della notte
e noi cuori sulla strada per mano.
Piccola sorella,
non temere l’oscuro manto della sera,
le creature della notte hanno la nostra stessa paura
del buio.
Io fossi un uccello
libero nell’aria,
sarei un gabbiano, l’anima di un marinaio.
E con me ti porterei lontano.
Oh! Madre, vergine,
piccola sorella, piccola stella
non temere mai per il mio domani,
in silenzio riposo sulle tue mani.
Oh! Virginia, cuore
latino,
e carne, e destino,
profumo e pelle, cioccolata e latte,
sul seno del mio amore.
Io fossi un uccello
libero nell’aria,
sarei un gabbiano, l’anima di un vecchio marinaio
emigrato lontano.
E con me ti porterei,
solo questo poi vorrei.
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LA CASA DOVE NON HAI VISSUTO MAI
di Federico
Parra
Montmartre, Paris, dicembre 2004
a F.
Io di paesi ne ho
traversati,
con le scarpe e con il cuore,
su questo colle vicino al signore
ho traversato il mare sulla barca del tuo amore,
Ho ascoltato la musica
e il colore, i motivi
del tuo immenso amore.
Ora, sono nudo sul
colle, ignaro e folle
Testimone della tua bellezza.
Ora, sono nudo, ora sono un cane,
nudo bastardo sotto la pioggia.
Ora sono povero e
sono ricco,
sono nudo senza patria, senza nome, e senza casa.
Ora sono nudo, sono un cane, bastardo sotto la pioggia,
al riparo del tuo ombrello da sole, ombrello da pittore.
Portami cibo come
luce del mio cammino,
e un sogno da disegnare sulla carta, forse un fiore,
un bel colore, qui e adesso lo potremo mischiare.
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